Non si può negare che Molfetta, da un epoca remota, vanti una spiccata componente spirituale basata su solidale fede religiosa. Basta infatti pensare all'origine antichissima della sede episcopale risalente all'anno 1025 e delle molte testimonianze scultoree esistenti al Duomo Vecchio (XII - XIII sec ).
In quest'ottica si inserisce la Settimana Santa che i molfettesi vivono con particolare sentimento e trasporto. Per un molfettese la parola Settimana Santa evoca alla mente inequivocabilmente quella di processioni, manifestazioni popolari che risalirebbero all'editto del Vescovo Mons. Giovanni degli Effetti pubblicato il 1709.
Da alcuni documenti invece pare che la processione dei misteri dell'Arciconfraternita di S. Stefano risalirebbe al 1570 effettuandosi la sera del Giovedì Santo mentre quella della Pietà dell'Arciconfraternita della Morte si rifarebbe alla seconda metà del diciottesimo secolo ed inoltre molti nel tempo sono stati i cambiamenti sia per quanto riguarda le date sia gli orari delle processioni.
I primi simulacri recati in processione nella nostra città furono con grande probabilità, proprio quelli dell'Antica arciconfraternita di S. Stefano dal Sacco Rosso che tuttora li custodisce e conserva nella chiesa omonima. Le cinque statue rappresentano Gesù nell'orto, la flagellazione, l' Ecce Homo, Gesù al Calvario e Cristo Morto: sono di stile rinascimentale, sicuramente di scuola veneta e secondo quanto citato dallo scrittore Gerardo De Marco, l'autore potrebbe essere Giacomo Fielle il quale le avrebbe scolpite verso il 1525. Nel 1859 dal napoletano Gaetano Larocca per una spesa di 200 ducati venne rifatta solo la statua di Gesù nell'Orto perchè andata in rovina.
Le statue dell'Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero che si portano in giro per la città il Venerdì di Passione e il Sabato Santo sono, invece di epoca recente (dal 1908 - 1953) e sono opera del concittadino scultore Giulio Cozzoli ( 1882 - 1957). Più moderne, di stile contemporaneo, plasmate in cartapesta sono conservate nella chiesa del Purgatorio. Entrambe le processioni sono accompagnate da marce funebri di compositori molfettesi come Sergio Panunzio, Vincenzo Valente, Giuseppe De Candia, Giuseppe Peruzzi, Saverio Calò, Francesco Peruzzi, Sergio Calò e per un molfettese sarebbe impossibile immaginarle senza il loro rituale.
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