Adagiata sul litorale adriatico a 25 km da Barie a 18 metris.l. m., Molfetta è sicuramente una delle città più importanti della Puglia. I primi insediamenti umani nella nostra città si possono attribuire all'età neolitica nella zona nota a tutti come “Pulo”, in cui ci sono stati ritrovamenti di resti umani risalenti all'età della pietra e del bronzo. Circa l’ origine della nostra città si pensa che sia stata fondata dai Grecisbarcati molto probabilmente presso Cala San Giacomo.
Attratti dalle bellezze del posto, dal clima mite e dalla terra fertile decisero di non ripartire più e si insediarono nella penisoletta di Sant’ Andrea come testimoniano i resti dei templi dedicati a Diana (dea della caccia), Nettuno ( Dio del mare ) e Mammone (Dio della ricchezza ). Dopo il IV secolo una schiera di romani proveniente da Ragusa, l’attuale Dubrovnik,si insidiarono in città. Sotto il dominio di Roma il “locus Melfi” assunse una forma governativa di stampo repubblicano e prese il nome di “Respa”, parola nata dalla contrazione della parola Res-publica.
La nascente civitas si avvalse anche di uno stemma civico: uno scudo rosso con una banda bianca sovrastato da una corona a cinque punte, a cui successivamente venne apposta la sigla S.P.Q.M. Con la caduta dell’impero Romano nel 432, Molfettasubì per alcuni secoli un’ondata di invasioni da parte di popolazioni barbariche come Longobardi, Saraceni, Bizantini che portarono disordine e distruzione in città.
Nel XI sec., cessa l'egemonia bizantina ed giunsero a Molfetta, guidati da Guglielmo Altavilla i Normannied è proprio a questo periodo che è possibile attribuire la costruzione nel 1095 da parte di Ruggero Altavilla dell’Ospedale dei Crociati, che serviva come casa di cura per gli ammalati ed i feriti di ritorno dalla Terra Santa, e da parte di Guglielmo I della chiesa della Madonna dei Martiri.
Nel 1148 Molfetta stipulò un libero trattato commerciale con il comune libero di Ragusa, poi Ortona e Amalfi e i traffici marittimi con Venezia e Alessandria d'Egitto fiorirono vertiginosamente. Con la morte di Guglielmo II si estinse la dinastia normanna e subentrò con Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, la casa sveva. Nel 1195 avvenne l'annessione del regno di Napoli al sacro Romano Impero e verso il 1198, per volontà dell'imperatrice Costanza, Molfetta divenne città demaniale o regia.
Con il tramonto della dinastia Sveva, si ebbe con Carlo d’Angio avvento degli Angioiniche ripristinarono in città un sistema feudale. Con la loro caduta, la città nel 1381 passò a Carlo di Durazzo che conferì la signoria ai Del Balzo che appena entrati in città incominciarono ad incitare sommosse per spingere il ceto basso a rivoltarsi contro i commercianti. A porre fine a queste lotte interne, fu il figlio di Carlo di Durazzo, Ladilslao che il 25 aprile 1399 concesse a Molfetta il privilegio della fiera, che doveva svolgersi per otto giorni consecutivi in occasione della festa di S. Maria dei Martiri, patrona di Molfetta. Al re Ladislao succede Giovanna II che rinomina Molfetta città regia.
Nel 1507 la città passa sotto il dominio di Giovanna I, vedova di Ferdinando d'Aragona. Nel 1522 Carlo V vende la città a don Fernante di Capua, duca di Termoli, e da città regia Molfetta diventa città feudale. Nel 1528, con lo scoppio della guerra tra Francia e Spagna, si riaccendono le lotte tra nobili e popolani che nel 1529 sfociano nel sacco della città da parte dei Francesi.
Con la morte del duca di Termoli il feudo passa a Isabella di Capua, moglie del duca di Guascalla Ferdinando di Gonzaga. Nel 1640 la città passa alla famiglia Doria e da questi a Luca Spinola nel 1643. Fino al 1657 si vive un periodo di relativa tranquillità interna intervallato dal susseguirsi di epidemie di peste. E' nel 1815 che il Congresso di Vienna riporta la città sotto il dominio dei Borbone e nel 1860 il plebiscito permette l'annessione del Regno delle due Sicilie all'Italia.
Oggi Molfetta è una città in continua espansione e sviluppo grazie ad un'economia basata prevalentemente sull'attività peschereccia e su un'industria ben sviluppata nei settori metalmeccanico, cantieristico, alimentare, tessile, del legno, della pelle e del cuoio, dei materiali da costruzione.
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