Produrre bene, si, ma occorre anche saper commercializzare il prodotto per evitare che, nonostante le sue eccelse doti, resti come la famosa “zita di Ceglie”, cioè invenduto. Insomma, è necessaria una buona strategia di marketing, perché il prodotto arrivi speditamente al suo naturale destinatario, ossia il consumatore.
E così, naturalmente, anche per l'olio d'oliva extravergine. Purtroppo, alcuni Paesi concorrenti hanno colmato le distanze, in gran parte solo sotto il profilo quantitativo. Quanto all'import, una cosa è importare dai Paesi comunitari (che, in un'Europa senza frontiere possono e debbono essere paragonati a una qualsiasi regione italiana, come la Calabria o la Sicilia), un'altra cosa, invece, è introdurre merci da Paesi extracomunitari: è su queste importazioni che bisogna operare severi controlli.
Per mantenere la nostra “leadership” qualitativa non c'è che una via: la Denominazione d'Origine Protetta (Dop) e, quindi, l'importanza di un Consorzio in grado di tutelare il prodotto Dop e dargli notorietà e valore. Di qui la nascita del Consorzio di valorizzazione e di tutela dell'olio extravergine di oliva “Terra di Bari” che punta sulla certificazione di qualità, l'unica che possa dare valore al prodotto e, di conseguenza, alla commercializzazione.
In che modo? Attraverso una campagna promozionale che miri ad una maggiore cura dell'immagine allo scopo di favorire l'incremento dei volumi di vendita dell'olio a marchio Dop: in particolare, occorre informare il consumatore e offrirgli ampie garanzie sulla provenienza, qualità, metodo di produzione e trasformazione dell'olio extravergine di oliva, rendendolo edotto circa le caratteristiche organolettiche, salutistiche e gustative dell' extravergine Dop “Terra di Bari”.
Ma accanto all'informazione dei consumatori sull'esistenza di un marchio Dop in grado di garantire, con regole “europee”, la qualità del prodotto oleario, il Consorzio intende programmare una serie di attività tese ad accrescere la formazione degli stessi olivicoltori e operatori di filiera, diffondendo tra gli stessi la consapevolezza che solo adottando le più moderne tecniche di produzione e trasformazione è possibile garantire e migliorare la qualità, compresi anche incontri e messaggi con l'ausilio dei mass media, evidenziando i grandi vantaggio che l’azione del Consorzio può dare alla nostra olivicoltura, ai redditi delle aziende e, in definitiva, a tanta parte dell'economia della Provincia di Bari.
Di conseguenza, il Consorzio si pone nella condizione di essere il punto di riferimento dei produttori e degli altri operatori di fìliera nonché dotandosi di una struttura agile, efficiente e tecnologicamente avanzata.
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